Antonio Miotto, Toni Stai, di Segusino. Gian Berra lo ricorda…, un eroe e artista di Segusino. Da Gian Berra

 

Antonio Miotto, Toni Stai, di Segusino.

Gian Berra lo ricorda…, un eroe e artista di Segusino.

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Novembre 2013, è già un anno che è morto Toni Stai ( Antonio Miotto) di Segusino.

Lo avevo saputo per caso e ho avuto tanta tristezza nel cuore. Perchè nessuno lo aveva ricordato? Perchè il silenzio era in internet e nei media?

Nulla, di questo artista eroe di Segusino trapelava. Nessuno in paese si ricordava di lui?

Che vergogna misteriosa si porta dentro un intero paese! Cosa teneva lontano da Toni Stai, la riconoscenza di una anima come lui? Talvolta mi chiedo le ragioni che tengono legate le anime del mio popolo veneto. Da dove viene tale paura di guardarsi attorno e lasciare libere le emozioni, di viverle in armonia e riconoscenza con chi gli vive vicino?

Anima nobile, buona, creativa, altruista, sensibile fino alla sofferenza.

Toni Stai, perchè non ti dicono grazie?

Ricordo i primi anni ’50, quando ero tornato a Sagusino dopo una lunga malattia. Mio padre mi portò appena bambino nella nuova casa che lui aveva costruito con le sue mani al “Fontanon”, in via Villa. Mi ci volle tempo ad ambientarmi e poco alla volta ripresi vita.

Ricordo un giorno che mia madre mi mandò a comprare dei biscotti alla bottega di Toni Stai appena la vicino, in Via Marconi ( la Villa). Toni aveva costruito un semplice locale ad un piano, sulla via, con una entrata e due piccole finestre. Allora la strada non era asfaltata e in giro c’era una aria di povertà, ma anche di grande umanità.

Passai la vecchia fontana all’angolo e fui già sulla Villa. Aprii la porta della bottega ed entrai nella sua povera intimità. Un po’ di polvere in giro e sul bancone di formica scatole di lamiera piene di biscotti. Dietro un vetro le scatole grandi di tonno e sgombro da vendere a peso. Appese dietro il banco fasci di carta azzurra per incartare lo zucchero al dettaglio, poi una piccola scatola sul banco piena di sigari toscani. Vasi di vetro pieni di pasta, bottiglie su cassette di legno. Piene di bottigliette di gazzosa e aranciata. In alto su uno scaffale poche bottiglie di grappa e liquore prugna di Brotto. No, non c’era nessuno.

Ma ero curioso, vidi una luce nel retrobottega e mi avviai la dietro.

Rimasi quasi scioccato: Una unica lampadina era accesa in mezzo alla stanza buia, Toni Stai era intento a dipingere un grande quadro appoggiato al muro sopra un tavolo. Lui stava seduto e nemmeno mi guardava da quanto era rapito. Dava sottili pennellate ad una figurina di donna contadina immersa in un paesaggio di campagna. Il quadro mi rapì a tal punto che mi andò via la voce. Lui, Toni Stai sorrideva felice. Adesso mi aveva notato e disse qualcosa con gentilezza. Non ricordo le sue parole.

Poi venne fuori in bottega e con gesti lenti mi incartò un etto di biscotti Colussi. Nel frattempo era entrato un vecchio signore che chiedeva due sigari toscani. Toni Stai aprì la scatola e glieli fece scegliere….

Il ricordo finisce qua. Un lampo che mi è rimasto come una scoperta di meraviglia. Così conobbi la pittura e lei mi stregò.

Di quel periodo non ricordo molto altro. Negli anni 70 conobbi suo figlio Gian Pietro e ammirai i suoi quadri. Era di animo sensibile, troppo sensibile. Lui fantasticava come quegli artisti che ancora non avevano trovato una loro strada. Qualcosa lo bloccava. Ma aveva il cuore di suo padre e una gentilezza indifesa che non ho mai più ritrovato in nessuno.

Lo vidi ancora di sfuggita a una mostra a Villa dei Cedri a Valdobbiadene, ma poi più nulla. Non rividi più Toni Stai.

Ma nel 2008 una amica di famiglia aveva invitato me e mia moglie ad una cena, e lei portò anche Toni Stai. Lei le aveva regalato una copia del mio romanzo “Wasere” e lui aveva accettato di venire.

Quando ci incontrammo era come se non ci fossimo mai conosciuti. Troppo tempo ci divideva. Lui portava benissimo i suoi anni. Era già oltre gli 85 anni ( ma non sono sicuro). Dritto sulla schiena, ben vestito con cura. Sempre pettinato e con un sorriso eterno sul viso.

Non parlava, era un po’ timido, riservato. Timoroso di esporsi.

Così mi misi a chiacchierare e parlare dei miei ricordi, di quello che facevo. Gli raccontavo le mie avventure e i miei sogni. Vedevo i suoi occhi illuminarsi. Mi disse sincero:

Sai, Gian Berra, non avevo un buon ricordo di te..

Come mai? Risposi.

Rispose con voce calma: Ho visto in giro che ti dai a fare mostre di quadri, fai corsi di pittura e mi dicevano che in realtà non valevi molto. La gente mi diceva queste cose. E io forse le ho accolte. Tu eri troppo strambo…Ma dopo che ho letto il libro, mi sono incuriosito…

Io rimasi un po’ bloccato, e mi venne da dire: Toni, io sono così…

Così si aprirono le porte delle nostre anime. E specialmente lui, cominciò e mi raccontò la parte più segreta della sua vita. Caro Toni Stai, ti ringrazio di avermi donato un pezzo così importante della tua anima. Anche questa volta mi hai dato gran parte della tua forza!

E io la racconto quì la tua storia come un tesoro prezioso.

Ricordo vagamente che Toni, dopo aver chiuso la bottega sulla Villa. Teneva dei “buratti” dietro casa. Servivano per fare delle lavorazioni alla produzione degli occhiali. In tanti a Segusino seguivano il settore. Quando tornai a segusino nel 1969 questi erano spariti e sentii che Toni Stai aveva aperto una fabbrica di lampadari. Poi dicevano, ne aprì un’altra. Poi altre voci che dicevano che ne aveva aperto una terza vicino Crespano (?). Ma erano cose che allora per me non avevano importanza. Dicevano che aveva portato al paese di Segusino tantissime occasioni di lavoro. I suoi migliori operai a loro volta aprirono altre fabbriche e alcune di esse lavorano ancora oggi bene. Poi io me ne andai dal paese e non seppi più nulla. Vagamente sentii voci che dicevano che ad un certo punto vendette ogni cosa e si costruì una casetta a Col Lonc sopra Segusino. Voci, tante voci…

Lui mi raccontò quella sera:

Sai, Gian Berra, io sognavo ogni attimo di fare le cose che immaginavo. Disegnai i primi lampadari da solo, poi detti loro una forma e cominciai così come si crea un quadro. Coraggio e fantasia ed ecco come cominciai con una prima piccola fabbrica. Insegnavo agli operai come se fossero miei figli. Infiammai di entusiasmo anche loro. I migliori si misero per conto proprio ed io ero felice. Vedevo la mia gente finalmente esporsi e rischiare. E raccoglier i frutti. No serviva più scappare lontano da Segusino per mantenere una famiglia. Vedevo un paese che ritrovava un suo orgoglio…

Poi come accade a chi non si risparmia ebbi una crisi di stanchezza. Cominciai a sentire in me una tristezza profonda nell’anima. Cercai un aiuto, una parola che mi ridesse fiducia, ma non la trovai. Tiravo avanti ma l’interesse se ne andava. Avevo usato gran parte della mia forza…. da solo. E ora ero smarrito.

Il lavoro aumentava, l’impegno anche, ma a me cominciava a pesare. Non ho una mente fredda, io ascoltavo e mi davo tutto alla mia gente.

Cercai conforto e sicurezza, forse per la prima volta in vita mia chiesi l’aiuto di una parola, di una collaborazione, di una compagnia. Nulla trovai, solo qualche sorriso distratto e, dietro le spalle l’invidia, le chiacchiere, le parole che distruggono.

Allora lasciai che le emozioni fossero libere. Quasi regalai una fabbrica, e vendetti per poco le altre. E mi ritirai nel silenzio.

Quanti anni sono passati da allora, caro il mio Gian Berra!

Sai cosa faccio ora? Mi disse: Disegno gioielli, e anche ne costruisco. Mi danno gioia…

Così mi raccontava Toni Stai, e non parlò mai male di nessuno. Aveva accettato la tristezza con la saggezza disincantata di chi ha fatto meglio che poteva. Dalla sua casetta ogni giorno guardava giù nella valle il suo paese, ma forse immaginava una nebbia personale per farlo ancora più bello.

Mi raccontò, richiamate dai suoi ricordi, immagini di Segusino in tempo di guerra. Mi raccontò anche di mio nonno, che aveva conosciuto. Mi raccontò anche dei viaggi solitari che faceva in treno fino a Venezia per visitare i musei d’arte.

Sempre con un sorriso appena accennato.

Poi non lo vidi più.

Chissà quando qualcuno si ricorderà di lui a Segusino. Io lo porto nel cuore e gli dico grazie dei suoi regali.

Gian Berra 2013.

Immagine  La vecchia bottega di Toni Stai, antonio Miotto a Segusino

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 Il capitello al Fontanon di Segusino

 

 

 

 

 

 

Extreme sex on the banks of the River Piave near Pederobba Covolo di Piave, Crocettadel Montello. Free book by Gian Berra. Pagan tale for Venetian servants, free internet.

Extreme sex on the banks of the River Piave near Pederobba Covolo di

Piave, Crocettadel Montello. Free book by Gian Berra.


 A pagan tale for Venetian servants, free internet.

The Magic Mulbarry Tree of Menola, Gian Berra 2012http://www.scribd.com/embeds/89610537/content?start_page=1&view_mode=list&access_key=key-vgzkshr1le51y547wrc

Far from the emotional confusion of a people that has lost much of its roots, sometimeswalking in search of poetry and the relationship with the Goddess of Goddesses: MotherNature is often indifferent to human apes.
from their time in our country have forgotten that she is to give us life.
Walking among the stones on the banks of the River Piave SACRED, and a day back in 2001 I met picarel who told me this story tragic and intriguing. Extreme sex, hardcore sexin the banks of the Piave, near Pederobba Covolo cross the Piave and the Montello.
What emotions rediscover the strength of the instincts of a people now dormant Venetianslave and indifferent to life.
What a surprise to discover that in the depths of people are hiding their true heritage.
Gian Berra 2012

https://sites.google.com/site/veniceworldart/

https://sites.google.com/site/gianberrasite/

https://sites.google.com/site/segusinosite/

https://sites.google.com/site/pederobbasite/

A motorcycle for Gian Berra

A motorcycle for Gian Berra

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I am leaving this house to another and from the trunks out old photos
claiming lives …
It was 1978 and already my paintings began to colonize the Veneto, Italy and
even a bit ‘of the world outside the borders of this country was still a
slave of the cockroaches of the tower.
A friend had realized my love for the soul of the Italians destroyed.
He sold me a cheap bike that has the flavor of autarchy and a bitter old
pride and a bit immature: A Military Superalce Guzzi motorcycle. a jewel for
me that was the true symbol of my hippie soul.
Long live the motorcycle racing. A bike that he did not know what to make of
his color, but I pointed the way without luxury or status symbol.
My bike was a skeleton that denounced the dreams of military madness like
smoke that hides more smoke. Money can not be used to buy souls.
And I was a God at least until I was in the saddle.
The crowds were hiding behind a God luxury living under the bell tower and
that it helped them make money, or who cared for their sins in return for a
bow devotee. They lowered themselves down his pants in front of God. A God
alone!
Now that I am tired and old and the bike is gone, those emotions I feed the
soul and make me smile at life.
Gian Berra.

My roots are important….gian berra

Stop for a moment…

https://sites.google.com/site/segusinosite/

https://sites.google.com/site/pederobbasite/

https://sites.google.com/site/veniceworldart/

https://sites.google.com/site/gianberrasite/

creative hand of gian berra

creative hand of gian berra

gian berra  hippie in 1973.

gian berra hippie in 1973

gian berra in 1973!
My roots are important. These are the childhood experiences that form. Forget or pretend to be water under the bridge that is misleading. I care so much that I do I compare with them every moment. Return to your roots is how to get the strength, enthusiasm, willingness to grow as all the puppies of the human being. Mature without carrying the wonder of childhood is like dying. Nature is indifferent to the identity of the individual creatures. It affects the mass of life that replicates itself. So I think that intelligence is an event happened by chance, at least until it really will not be used for the benefit of each identity that you want to play live the life.

Gian Berra organize the first public exhibitions of his art in the late 70’s when the great leap of the art market has now been exhausted. The economic boom is now a memory and the reality of things requires a period of reflection really healthy. Listen to him:

“… It seemed that the illusion of aping the excesses of the international art market was worth more. The pictures without content were no longer taken into account. Even in the province’s” artists “who had ridden the fashion of the new rich form an image they realized that it was now a hangover it was over the ridiculous … ”

“… What could I offer with my art so naive, skinny,” timeless “, now taken for granted? Yet my inner fire begged me not to notice and to continue to dig behind the masks of those who live on illusions a successful end in itself. It was a tough choice, but only so I felt satisfied. In that time still did not speak of “roots” and the dark future on the horizon looked like a hopeless void.

I realized that it was so easy to let the memories showed me the path of my true identity. Why should the people who swarmed around me did not see the colors that I admired about me? I stopped to listen to the voices of the old walls, I was blessed to greet the stones of the bed of the Piave and watched kidnapped the chimneys were smoking from the rooftops. Every now and then fled riding my old Moto Guzzi 500 military and reaches the sea in Jesolo. The wind and the sun comforted me and made me dream with the enthusiasm of those who have forgotten the lesson of freedom that came from ’68. The great lesson of John Lennon singing the Hippy dream seemed forgotten. The party seemed over, the policy failed to distort the dream in violence and deception. The New Age had not yet arrived in Italy and minds were lost in that void. And glad of it.

But I wanted hard. Even then I was convinced that the wealth was inside each of us. was enough to pull it off. Do not you and no one gives when you find the street or is imposed on children as absolute truth … asks in exchange for your soul … ”

“… I had already decided: I turned the images felt my soul into concrete representations that everyone could see. Paintings, real forms, writings, poems, concepts and I would have adored me first. Instead of trying to create idols the road. ”

I WAS BORN …

I was born in a day in November 1947 just after the war was over. A Segusino (TV) there were very few paved roads and telephones. Susa is a village in the hills, almost mountains. Those brave they went to work abroad, but the flight was started 100 years earlier when the artificial paradise of the Venetian Republic was wiped out. The United brought you more misery than before I was born and when poverty was the norm. The misery that the strict laws when it is associated with ignorance. Only the sentiments of humanity and infinite patience of the women who saved the soul of the countries oppressed by a sense of helplessness in the face of events. These are problems that afflict human beings, not Mother Nature. Susa was a fortunate and wonderful nature. but its inhabitants did not know. I spoke recently with the few remaining old and I had the good fortune to discover the reality hidden behind the fear of starvation. As each isolated from the world’s conflicts and hatred for things born from nothing, was enough to step on the field of a neighbor, stealing an apple to invoke hatred. The talk of the country were run by the perpetual and every favor was the result of submission to those who could put a good word. The tavern was the outburst of males and gossip a double edged sword of old ladies. The dialect of Susa was sharp and decisive as that of the mountain. The church was the place to see who came every Sunday to show himself. Who we were not aroused suspicions.

My nature will be enchanted by this timeless corner of Veneto. An optimism that led me into the human and physical landscape of those places. A Venetian who was struggling to throw out its roots. When he was sixty-eight, great time, already beginning to explore the surrounding world and the passion of painting became the main direction.

Representing the wonder for the world that was growing inside me does not pay, just like how all the passions. The mere fact of living it satisfies and makes you continue. The enthusiasm of youth to take me on a difficult road to manage. The artist works in themselves, but every moment the search box.

I soon learned that the reality is quite different. How strange the art market! Nor is the space to dream. But I set myself to do it my way, and the energy was great as the dreams.

The art gallery Martinazzo Montebelluna gave me a valuable hand in 1978 out of the shell. Then began the real number of exhibitions, largely self-managed.

My art was always optimistic and enthusiastic. I was interested in the outlet end in itself. A naive figurative and essential that time is filled with flashes of irony and smugness. NEO BAROQUE as a figurative call it love.

Just a dream, like the rare sculptures already begun to produce then. A pleasant discovery was the watercolor I have always had a hand quickly and spontaneously. I still enjoy, especially in small sizes.

But the game never ends: how to have fun without using the picture? Thus leaving no stone unturned defied the boundaries further and further began my artistic form of gambling.

The BAROQUE INFORMAL was already in my hands trying another form of expression. Sounds easy, but turned out to be a street full of new challenges. The concept that loses its immediate readability in favor of a proposal without thinking of suggestions: a call for the viewer to challenge his own feelings and see where it could go.

I thank my last (of time) friend and admirer Giancarlo Nadai that continues to give me suggestions and opinions. An artist who need it like bread.

Gian Berra, Spring 2007

Overview of 35 years of events:

From 1977 to 1980:

I organized two exhibitions in Treviso Ca ‘de rich and 4 years on permanent display at the gallery in Piazza del Val wheat. Due to the personal gallery Brotto Cornuda (TV). Two personal exhibitions at the gallery The Well of Castelfranco Veneto, Staff in Villach (Austria), Collective in San Diego (California, USA), staff at the gallery of Our Lady Bridge in Conegliano TV, the gallery staff Rasarda in Montecatini Terme, the beginning of collaboration with the Gallery Martinazzo Montebelluna. In 1978, expose for the first time in Treviso at the gallery “The Casket of Val.” It ‘an opportunity to know the “market” for my province. I was offered the opportunity to exhibit at the historic hall of Ca ‘de Ricci for two years in 1978 and 1979. I was presented a painter of great value in vogue in the city: BRUNO FAEL. I met him in his splendid study at Victoria Square and I was generous with advice from which to draw and the result of which I heartily thank him.

In 1980 I decided to open my new studio in Trento in Piazza Santa Maria Maggiore. The year-long adventure in which guests in my study, a painter friend of exception: BRUNO DONADEL of Pieve di Soligo (TV). Staff Pejo (TN).

From 1981 to 1991:

Back in the studio of Covolo di Piave (TV) and organize the series of events that follow: Employees in Turin (International Art Centre), Personnel in Padua (gallery Semeghini), shown at “GIPSOTECA Canova” in Possagno along with Danilo Soligo (1984), continuously for two seasons at the gallery Bafile in Jesolo VE, for two seasons in the gallery Sartori stay in Lignano Sabbiadoro, in 1986 the series of exhibitions in New York: a personal Lanuvio and another in Genzano on Roman hills. An Art in Rome at Saletta. From 1987 to 1991 the series of summer exhibitions in response to the “Celebration of Unity”. All those summers around the Veneto, about 35 exhibitions in direct contact with people. In 1989, the adventure begins in Germany. Personal Dusseldorf, Braunschweig, Monaco and Wurzburg. Gian B-wandering points of the artists who have already encountered this: Luciano Buso, Danilo Soligo, Roberto Polanco, Ottorino Stefani mentioned in the bio page of this site.

From 1992 to 2005:

In 1989 he met Franco Carraro, the founder of Radio 5 range, and a free radio alternative that works in the Veneto and also played outside the region. It ‘an opportunity to work with the radio to spread the message creation. Gian Berra keeps you a broadcast on Sunday afternoon for some time: the title is “Between East and West”, themes of confrontation between two cultures meet.

In 1993 he began the adventure of PRACTICAL COURSE OF PAINTING I create as a way to interact with people who live near me. The aim is to gain experience of practical creativity to anyone who wants to try. Nearly a thousand people attended the course. Slow down with the personal but I do travel with European collectors in Paris, Prague, Metz (France), Liege (Belgium). I create the Cultural Association “cryolite” to help emerging artists shy of my land. Fund a “New Age Poetry Competition”, indicating a great feast of poetry every summer solstice. Poets who reward each other without expert critics. Arrange for eleven years at the City Hall Cornuda (TV) “a collective of Easter” in order to meet local and foreign artists. In 2005 I dedicate this exhibition will be the last to the artists closer to professionalism, but too shy to organize. Almost all of Valdobbiadene (TV). Outstanding artists with more experience and more years of practice: Sergio Bortolini, MIRELLA SOTGIU BEPI Mionetto and JOHN CARAMEL chart wonderful, shy and reserved in his country of Valdobbiadene was virtually ignored. I visited him and found him already very ill. It was an honor for me to propose an exhibition.

From 1995 to 1999 he attended a complete course of training in Psychosynthesis and the result is a diploma at the Center for Psychosynthesis Padova, even then already directed masterfully by Dr. Cynthia Ghidini. It ‘an opportunity to investigate the mental mechanisms that form and express the hidden power of creativity. The increased awareness of the potential hidden in every human being are within everyone’s reach: just past fears induced by an education which limits the courage so natural in children, more daring than what is obvious.

In the meantime, I write poems and stories begin with the first (see the darkened pages). For several years I have fun with painting INFORMAL BAROQUE which joins in perfect harmony with the figurative vein distinguishes me. There are only two languages that only require you to be there and have their say. Return home in 2003, now live and work away 38 boats always Covolo di Piave TV. In the meantime I found the time to do several conferences on the theme of “Fear, who is she?” The last one I held in November 2006 with a staff of my works very well managed at the Art Workshop in Conegliano TV. The friend Giancarlo Nadai I also organizes a permanent at the “King’s Bay Inn” on Refrontolo (TV), that too is a way of placing art in direct contact with people. I move less and now that the paintings to travel. In December 2006, finish my first novel: WASERE, dragon heart, about 200 pages, which I circulate among the closest friends waiting for a publication. The novel is set in 1906 in the village of Segusino (where I was born) and tells of a mysterious event actually happened in those mountains, magic and reality collide when the soul of the place awakens. But I’m already writing another of a completely different genre.

Gian Berra books are available on Lulu.com.

http://stores.lulu.com/baroque

Gian Berra

google sites ci salva dall’oblio

Come ringraziare tanta grazia? Da oggi ho scoperto la via di fuga verso l’immortalità. Ho scoperto GOOGLE SITES. Così ho rifatto un mio vecchio sito “gianberra” che era sparito. Il nuovo indirizzo è http://sites.google.com/site/gianberrasite/and the other:

http://sites.google.com/site/veniceworldart/

and…

https://sites.google.com/site/segusinosite/

https://sites.google.com/site/pederobbasite/

Che pacchia per chi ama la vita è il mondo!

Con Google l’etrnità è alla portata di mano come una piuma portata dal vento.

Chi ha perso la testa a PEDEROBBA e Covolo di Piave? Dove è l’osteria da Rafael?

 libro di Gian berra per ricordare l0osteria da Rafael a Pederobba Osteria da Rafael a Pederobba. Se la cerchi non la trovi più  Vuoi leggere la storia di un disastro ambientale, culturale, indecente e folle? Cerca sui link che seguono. Nessun abitante del mondo farebbe una tale scelta scellerata: distruggere un ricordo che è una radice sana di un popolo come quello veneto? Eppure è accaduto e nessuno lo ha notato. La follia dell’ignoranza e della mancanza di cultura ha dato i suoi frutti a Pederobba. Veneto, Italia, Italy

http://justpaste.it/pederobba

https://sites.google.com/site/pederobbasite/

Osteria da rafael a Pederobba       Una volta c’era una vecchia osteria a Pederobba…..Era un piccolo tesoro che raccoglieva i ricordi e la vita della gente di Pederobba….Osteria da Rafael kaputt-
     Pederobba, osteria da Rafael, sembra che qualcosa la stia per cancellare da Pederobba.
      Nuda, abbandonata, esclusa dalla umanità, l’osteria da Rafael a Covolo di Piave sembra ormai dimenticata.
       Ecco che la distruzione inizia: kaputt per una radice veneta a Pederobba.
    Ultimi fuochi per la cultura veneta a pederobba.
       La catastrofe storica per la gente veneta a Pederobba, Covolo di Piave – Treviso
Distrutta per sempre la vecchia osteria da Rafal in via Barche a Pederobba ( Covolo di Piave). Un altro kaputt per le radic antiche della gente del Veneto.
La gente guarda stupita e non dice nulla: timida e paurosa, indolente e ignorante del fatto che le stanno rubando la sua anima.

Pederobba – Osteria Da Rafael – Gian Berra – 2010 http://www.scribd.com/embeds/28802052/content?start_page=1&view_mode=list&access_key=key-1qcnxyzwq6goox37bdo9

libro di Gian berra per ricordare l0osteria da Rafael a Pederobba
     Pederobba, Covolo di Piave, 1988. Incontro di pittori della associazione culturale LA CRIOLA  al campo in via Guizzetta: Un ricordo di tanti anni dedicati da Gian Berra alla creatività.

Gian Berra 2012.

 Attenzione, fare attenzione…

Ecco il link altamente segreto:

http://digilander.libero.it/gian.berra2

Buonissimo il formaggino che vendono al LIDL, tanti gusti adatti all’Artista. Ma mi sembra che i prezzi siano aumentati. però il mio sito riferito alla marca
di “gianberra” è sempre gratis:
Intanto i formaggini speziati del Lidl mi danno una mano a trovarte nuove soluzioni a superare la crisi della caseina di fabbricazione veneta:
Gian Berra 2012

Eccoci ad un altro fine anno! Altri duecento in arrivo? Asolo se ne frega.

Finalmente un anno di energie sprecate se ne va. Il popolo del tormentone Italia sospira e ansima per dimenticare le beghe politiche e gli inganni della stampa. C’è la libertà di non ascoltare che sppreca enormi quantità di energia per …risparmiare energia…
Altri duecento anni ancora e i libri sacri saranno dichiarati fuorilegge e la Natura forse si accorgerà che qualcuno si è accorto di lei-
 Tutto serio? No davvero e solo uno sfogo dopo una birra scura.
Gian BerraAsolo a fine autunno, Gian Berra