Info undergroud about Gianberra

gian berra face in 2010

gian berra face in 2010

China loves the dunghill of Venice and will save the West.

China has surpassed its centuries Baroque period. Now use it as an old game and looks to the future without the illusions of ever that you lose the West.
China is not afraid to lose anything as he lost and won many times.
China has seen and suffered too much time his death and can even laugh about this game that the West has long since disappeared.
China and India back to look at the challenge of this century, and not in a hurry.
Venice is not in a hurry, its decay is like infinity.

http://baroquedecadence.altervista.org

http://sites.google.com/site/veniceworldart/

http://sites.google.com/site/gianberrasite/

A dunghill in Venice

Venice as a manure pit where they ferment of ideas.
The Baroque is like the end of time, Venice is like an image frozen in time, and allows to observe the memories and impressions as if they were eternal and with the possibility to observe a timeless.
This situation allows us to live the moment in a concrete island but unreal.
A baroque-looking island with an apparent specificity of decay (fermentation slow dissolution in key baroque … or ironic and joyous at the same time. Emotions of derision and amazement that explodes in the security of a breakup that becomes the game.
The game of death for fun and laugh at the same time, the ritual of living, alone or in groups, with irony that escapes the moment, but a moment at the same time continues to exist in the symbol of Venice.
Venice as a treasure chest, totem. Expression of a civilization that has reached its death and yet knowingly accepting her holiday dress. Venice mocks itself and does so for 300 years. Venice has been dead for so long, and continues to attract the minds that feel themselves to know the charm of awareness of being alive and yet dead absolute.
Baroque denies the absolute and lives in the party’s being relative. Baroque shows himself as it is and how it looks. Can not deceive us with ideas and concepts. Baroque admires himself and at the same time mocks himself and mocks those who believe in himself absolute.
Baroque creates endless forms and invites everyone to invent others. So the truth is destroyed only and are offered a thousand truths.
Baroque gives no security. Escapes the baroque patterns and for this reason is a luxury.
Only companies that have achieved freedom from basic needs come to the Baroque representation of their dreams. Advanced societies are reaching the tipping point: from that moment begin to laugh or to mock their beliefs. This is a dangerous time: few people are willing to live without illusions absolute, few civilizations can survive without the danger of being invaded by ideas of others without being prepared for defense.
Civilization couple must prove to be.
This is the lesson of history, and is a lesson that lasts forever.
This is the lesson of Venice.
Venice as a dunghill in fermentation, as a precious symbol that constantly reminds its function as a cesspool of big ideas.

Venice as a cesspool of ideas and desires.

La Cina ama la cloaca di Venezia e salverà l’occidente.

La Cina ha superato da secoli il suo periodo barocco. Ora lo usa come un vecchio gioco e guarda al futuro senza le illusioni di assoluto in cui si perde l’occidente.

La Cina non teme di perdere nulla in quanto ha perso e vinto tante volte.

La Cina ha visto e subito troppe volta la sua morte e può ridere anche di questo gioco che l’occidente ha perduto da tempo.

Cina e India tornano a guardare alla sfida di questo secolo, e non hanno fretta.

Venezia non ha fretta, il suo disfacimento somiglia all’infinito.

China loves the dunghill of Venice and will save the West.
China has surpassed its centuries Baroque period. Now use it as an old game and looks to the future without the illusions of ever that you lose the West.
China is not afraid to lose anything as he lost and won many times.
China has seen and suffered too much time his death and can even laugh about this game that the West has long since disappeared.
China and India back to look at the challenge of this century, and not in a hurry.
Venice is not in a hurry, its decay is like infinity.

Gli ultimi 30 anni del secolo e l’avventura di Gian Berra.

Nel 1970 gli ultimi fuochi della “rivoluzione degli anni sessanta” si erano ormai già spenti. Nella provincia italiana e specialmente nella provincia veneta quasi nulla di quegli ideali era giunto alla gente. La generazione di Gian Berra era appena uscita dall’adolescenza e scopriva un tenue benessere che i loro padri mai avevano conosciuto. Nessuno leggeva libri o giornali. Nessuno conosceva il mondo al di fuori del proprio comune. La cultura si limitava alle partite di calcio e al catechismo obbligatorio.  L’avventura era andare al sabato sera alla sala da ballo più vicina.

Oggi noi tutti di quella generazione abbiamo tutti sessanta anni e Gian Berra prova a guardare indietro e provare a descrivere la sua avventura.

Il destino non era stato facile per me: Una malattia ed un incidente patito da bambino mi aveva allontanato già a quattro anni  dal paese in cui ero nato. Segusino era come oggi un borgo nascosto dalla storia e dalle vicende del mondo; chiuso dai monti e dal Piave allo sguardo di Venezia e di Treviso. Era come vivere in un mondo arcaico che non percepiva lo scorrere degli eventi. “ – Qui noi siamo solo dei cristiani. “ dicevano i vecchi e le donne ancora vestite di nero e con un fazzoletto in testa. Guardavano tutti l’orizzonte e sognavano come ricordi di sempre la miseria, la fame patita e la loro impotenza, senza accorgersi dell’ignoranza e della paura che subivano da secoli.

Io tornai a Segusino che ero già un ragazzo. Non capivo più il dialetto e non riconobbi più i vecchi compagni di gioco. Vissi una infanzia solitaria, ma le radici e il paesaggio umano erano già forti nei pochi ricordi che avevo comunque dentro l’anima. Troppo sensibile per affrontare una realtà così cruda, ma pronto a percepirla tutta. E la gioia di parlare con i tramonti e le stagioni. Osservavo la gente come fosse uno spettacolo quotidiano. Le estati a Milies erano una scuola di vita dentro una Natura che diventava sacra come una Dea. Da adolescente divenni un hippie convinto e scorazzavo con una moto in quella provincia che pareva risvegliarsi. Ma non lo fece, non bastano così pochi anni a far risvegliare un popolo, ci vogliono secoli. Io intanto avevo preso coraggio, anche se all’inizio non ci credevo fino in fondo: diventare un pittore di quadri come scopo della mia vita.

Quanti vivono di arte? Nessuno! Mi veniva consigliato. Eppure la passione era troppa e decisi di rinunciare a tutto ciò che era comodo e mi buttai nel grande gioco.

Un artista è in fondo un pagliaccio e un buffone. Così sarà visto e giudicato dalla sua gente e non sarà mai riconosciuto il suo valore da quelli che lo hanno conosciuto. Solo gli estranei forse faranno una sosta per guardarlo quando è in vita. E solo quando sarà morto da dieci anni qualcuno dirà di averlo visto di sfuggita perchè forse ha l’onore di possedere una sua opera. La gente ha paura di ciò che non può definire. Ma restano le opere che rappresentano almeno per un certo tempo un messaggio di Vita; e l’opera di un’anima troppo sensibile volerà come brezza sottile tra i monti e le valli che tanto ha amato.

Dal 1973 Gian Berra ha prodotto dipinti in buona quantità. Gian Berra ha fatto mostre all’estero e in Italia fino a stancarsi e a stufarsi. Gian Berra ha raccolto gente attorno a sé per fare arte e poesia, ha organizzato corsi di pittura. La gioia che ha raccolto è rappresentata dalle ore di creatività condivisa e dal vedere che anche tanta gente può imparare a vedere e a parlare con la Natura viva in cui vive.

Ora Gian Berra si è messo a scrivere: L’ultimo romanzo pubblicato “Wasere, cuore di drago” racconta l’anima segreta di Segusino. Un romanzo che lascia la bocca asciutta e l’anima scossa.

Per troppo tempo la nostra gente è stata derubata della propria energia vitale. Ma a cosa serve parlarne se di quella energia non è mai stata consapevole?

E’ proprio questa la funzione dell’artista: Esprimere e rendere viva e percepibile a tutti la sua scomoda conquista.

In fondo un clawn e un buffone sono sempre tollerati…

Gian Berra

Orgoglio barocco nell’arte di Gian Berra.

Presentazione di Dominique Lefebre in occasione della mostra personale alla Galerie Romance (Paris-France) del maggio 2005.

Colgo con entusiasmo l’occasione di presentare questa mostra dedicata al maestro Gian Berra, venuto a portarci i colori della sua Venezia proprio qui a Parigi. Un grazie anche a monsieur Lambert che lo ha convinto a questa avventura lontano dalla sua” terra veneta”.

Gian Berra ha viaggiato molto, mi ha raccontato di un suo precedente viaggio a Parigi nell’inverno del 1987. Passeggiava in una città quasi deserta proprio nel giorno di natale in un mattino pieno di sole. Le prime persone che incontrò lo salutarono con entusiasmo e gli fecero gli auguri di Buon  Natale. Erano un gruppo di immigrati che tornavano dal lavoro dalle cucine di un ristorante vietnamita. Gian Berra ricorda la loro aria stanca , ma il loro sguardo gioiva di fronte a quella mattina piena di sole. Gian Berra ha sempre guardato la realtà dietro le apparenze: un nucleo di energie vitali che cercano di sbocciare come fiori spontanei, desiderosi di mostrarsi. Basta poco per farli sbocciare, e quando invadono orgogliosi e vitali la realtà oggettiva, è come se la natura dispiegasse i propri progetti di vita. Per Gian Berra la vita ha un suo programma: vivere alla grande.

E’ il sogno segreto del BAROCCO, che dorme dietro ogni manifestazione della realtà.

Il Barocco è senza tempo: rinasce in ogni civiltà in forme che si assomigliano. Esplode per il tempo che riesce a rubare alla follia degli uomini, e lascia il suo segno che si ripete attraverso le epoche. Il Barocco non chiede di essere spiegato; non si insegna e non ha regole codificate. Quando appare si espande e si rivela come forza vitale fine a sé stessa come la vita. Per fortuna Gian Berra ha avuto l’ardire di portare in galleria entrambe le correnti a cui si ispirano le sue opere.

Nelle opere di Neo Barocco Gian Berra riprende i colori e la leggerezza del Tiepolo, ma parte dalle situazioni più umili della sua gente veneta. Non più Dei mitologici o figure di nobiltà regale, lui dipinge invece il popolo silenzioso della sua terra come fosse la vera nobiltà naturale. Barocca è quella gente che invecchia fuori dal tempo di oggi. Felice di essere sé stessa in ogni caso. Mi sento stregata da quei paesaggi che sorridono senza chiedere conferma. Hanno una vita autonoma e per questo sono più reali della realtà.

Ma la sorpresa è il BAROCCO INFORMALE. Un discorso artistico tenuto a lungo privato dall’artista. Era una cosa solo sua. Dedicata a sé stesso: un gioco che la sua aria timida non voleva svelare. Un tesoro che finalmente viene alla luce.

Monsieur Lambert è riuscito a portare per la prima volta a Parigi una scelta di 25 opere di Barocco Informale di Gian Berra. Un evento che anche la stampa specializzata ha scoperto come la vera novità di questo anno. Finalmente anche la pittura informale riscopre l’energia vitale che recita sé stessa. In una realtà globalizzata i linguaggi si assomigliano tutti anche se celebrano sé stessi. Ma quale è il linguaggio che davvero vale per tutti? E’ il messaggio vitale che chiede solo di vivere oltre ogni inganno. Ecco che Gian Berra interpreta il BAROCCO  al di fuori della figurazione tradizionale. I segni rimangono linee che esprimono i pensieri, le loro direzioni sono un caos ordinato che interpreta i nostri tempi di ricerca infinita di nuove, rassicuranti prospettive. Ma non reclamano più nulla di assoluto: la lezione della storia è scesa dentro l’animo dell’uomo occidentale e sempre meno si fiderà di regole scritte. Dall’oriente gli viene una prospettiva differente. Forse pià complessa o indefinita: ma è un’altra possibilità di prospettive alternative. Gian Berra interpreta i tempi che ci coinvolgono con così tanta energia. Il Caos è solo apparente, ma va affrontato con coraggio e slancio. Soprattutto con l’ottimismo di chi intravede un futuro vitale oltre ogni timore. Per Gian Berra la Vita vive se stessa con slancio in ogni caso e i colori con cui lui interpreta le manifestazioni del segno colpiscono e stupiscono l’osservatore. Ecco che l’artista interpreta la corrente vitale che emerge in ogni tempo e riporta ogni cosa alle sue origini.

Il BAROCCO INFORMALE  di Gian Berra è la manifestazione di tali energie. Espressione preziosa di cui avevamo bisogno. La sua arte è vitale e carica di pathos naturale. Per questo si offre senza bisogno di spiegazioni: parla ad ogni cultura e lascia soddisfatti. Un evento che aspettavamo da tempo, e che ora è realtà.

Dominique Lefebre, Paris, 2005

Informale Barocco di Gian Berra : Lo Zen occidentale ?

Articolo di Frank Helker. Pubblicato da “Nuova arte europea”, Hambug-D. 2006

Tra gli artisti che viaggiano in internet si fa largo Gian Berra con varie notizie e avvenimenti che non si possono fare a meno di notare. Ho visto di persona alcuni suoi lavori presso un collezionista di Dusseldorf. Provenivano direttamente dallo studio dell’artista in Italia. Ne sono rimasto sorpreso per la freschezza e il valore di livello internazionale. Anche se l’artista usa un termine altamente intrigante come INFORMALE BAROCCO è indubbio che Gian Berra ha riaperto una porta che credevamo chiusa per sempre. L’arte moderna è nata dopo il contatto coi valori alternativi proposti dai popoli nativi. L’occidente si è nutrito di essi  e i suoi valori sono crollati di fronte alla naturalità. Ma pochi hanno compreso il messaggio profondo e carico di valori spontanei che ci è stato offerto. Forse perché erano valori rubati. Ecco che anche l’Informale “tradizionale” irradia smarrimento e reazione a ciò che si mostra come realtà assoluta. E’ l’arte occidentale che interpreta la propria impotenza. Ma ecco che arriva Gian Berra e propone una prospettiva davvero nuova: e nel Caos apparente che si cela una probabilità di “nuova” vita. Una scelta che sorride autonoma e per nulla compiacente. L’arte di Gian Berra vive autonoma nel suo entusiasmo anche senza il consenso. Ma desidera mostrarsi. Come ogni manifestazione naturale vive di sa stessa di energia propria.

Barocco informale come uno Zen occidentale che riscopre il dubbio, ma ride anche di esso. E contiene in sa l’energia che le serve. L’ironia e la capacità di auto-illudersi senza davvero crederci.

Ma vivere questo attimo con entusiasmo come ogni manifestazione vitale. Mai ho visto nell’arte contemporanea tanto osare. Come ha fatto Gian Berra?

Vive da sempre nella campagna veneta in Italia. Ha viaggiato molto anche in Germania negli anni 70 e 80, ma poi è sempre tornato a casa. Gian Berra è legato come ogni artista all’energia ricevuta nell’infanzia. Una infanzia quasi pagana tra i monti del Veneto. Forse da quella terra ha ricevuto quel tono di energia primordiale che i suoi quadri regalano.

Frank Helker. Hamburg 2006

L’Informale Barocco di Gian Berra: La rivincita del ricciolo dispettoso.

Commento di Levine Warren alla collezione Welby O.  London, 2007

Un commento ai dipinti che Mr. Welby si è portato da Parigi? Non conoscevo Gian Berra. Dal nome sembrava un pittore spagnolo, invece vive in Italia, vicino a Venezia. Forse è questa vicinanza che lo ha influenzato. In fondo i suoi colori hanno qualcosa di bizantino e barocco. Già, è vero che i bizantini avevano poco di barocco. Ma gian Berra da al barocco una definizione più allargata di quella consueta. Barocca è la linea dei tetti dei palazzi cinesi e delle linee dei templi indiani e dei fregi eztechi. Da questo punto di vista Gian Berra ha ragione: il barocco è senza tempo come una manifestazione vitale che cerca spazi per esprimersi. L’Informale Barocco di Gian Berra è una sfida a guardare oltre le definizioni. Come l’Art Decò che interpreta gli stessi temi: un barocco rivisitato dall’entusiasmo dell’uomo occidentale prima che venisse spento e l’arte moderna  si perdesse nel buio. Ma l’arte di Gian Berra è post-moderna. Nasce da una globalizzazione senza paure. E piena di fiducia in sa stessa. Così almeno appare. Mi è stato detto che in realtà l’artista in questione è piuttosto schivo. Forse sono i suoi dipinti ad essere troppo coraggiosi? No, penso che la sincerità dei suoi toni e delle sue linee di colore propongono un coraggio raro: il Caos non gli fa paura e lui è convinto che nessuno ne abbia. Gioca con i contenuti vitali nascosti un ogni essere umano. E ci fa un grande favore. I suoi sono riccioli vitali dispettosi che vanno oltre l’attimo presente che si mostrano indifferenti ed ironici. Ma sono reali.

Questo è il grande regalo che ci fa Gian Berra.

Levine Warren. London 2007

BOSTON

Mostra personale di pittura dell’artista Gian Berra

Sala esposizioni “Da Vinci”

Centro Italiano di Cultura, Melville Road – Boston, USA

Ho ammirato l’ultima esposizione di arte italiana al Centro Italiano di Cultura. L’artista Gian Berra è stato invitato dal comitato cittadino come unico rappresentante  della corrente artistica informale attiva in Italia che propone una nuova interpretazione del colore davvero innovativa. Il suo contenuto, aggiunge all’arte moderna un inatteso ottimismo di base. Questo è un modo di vedere la realtà radicalmente nuovo, con valori di entusiasmo e stupore sincero.

Il disegno è uno schema libero, ma molto intrigante di veri gesti spontanei e auto – ironici che giocano con le tonalità tipiche dello stile barocco. Un barocco informale che piace ed incanta.

Notevole il successo di pubblico e le proposte di nuove esposizioni non sono mancate.

Harry Malacarte, Boston

Raccolta di commenti e critiche relative a mostre all’estero.

TAMPA, Florida, USA.

Presentazione alla mostra “Arte contemporanea europea, nuove tendenze”

Galleria Hamilton, Hallinson boulevard – Tampa

Ammirando le nuove opere arrivate dall’Europa abbiamo apprezzato una fase creativa veramente di notevole livello: finalmente opere a livello internazionale rivelano le nuove tendenze dell’arte europea. Nel ristretto gruppo di artisti proposti da questo avvenimento artistico, segnaliamo l’artista italiano Gian Berra che vive vicino a Venezia. Il suo “ Barocco Informale” ci ha favorevolmente colpito. Finalmente il colore esprime i suoi contenuti gioiosi e ottimisti. L’arte di Gian Berra ripropone in modo nuovo e creativo lo stile libero e giocoso la vitalità spontanea di chi guarda alla vita con inattesa meraviglia. Il pittore figura tra i finalisti scelti per una ulteriore esposizione a San Diego, occasione dedicata ai migliori talenti che hanno esposto questo anno negli USA.

Norman Hamilton.

The last 30 years of the century adventure Gian Berra.

In 1970, the last fires of the “revolution of the sixties” had already been extinguished. In the Italian province and especially in the Veneto province almost nothing about those ideals had come to the people. The generation of Gian Berra had just emerged from adolescence and found a lesser being that their fathers had never known. No one read books or newspapers. Nobody knew the world outside of their municipality. The culture was limited to football and the catechism obligatory. The adventure was to go to Saturday night at the ballroom closer.
Today all of us of that generation we all sixty years, and Gian Berra try to look back and try to describe his adventure.
Destiny was not easy for me: A disease and an accident suffered by a child I had already gone to four years in which country I was born. Segusino today was like a village hidden by history and world events, closed by mountains and the Piave to the look of Venice and Treviso. It was like living in an archaic world who do not receive the flow of events. “- Here we are only Christians. “Said the old and women still dressed in black with a kerchief on her head. Go over the horizon and always dreamed of as memories of poverty, hunger and suffered their helplessness, without realizing the ignorance and fear that they suffered for centuries.
I went back to Segusino that I was a boy. Did not understand the dialect and most no longer recognized the old playmates. Lived a lonely childhood, but the roots and the human landscape was already strong in the few memories that I still inside the soul. Too sensitive to deal with a reality so stark, but ready to perceive. And the joy of speaking with the sunsets and seasons. I watched people like a show everyday. The summers Milies were a school of life inside a nature that it became as sacred as a goddess. As a teenager I became a hippie convinced and frolicking with a bike in that province that seemed to awaken. But he did not, so few years is not enough to awaken a people, it takes centuries. Meanwhile I had taken courage, even if at first did not believe all the way to become a painter of pictures as the purpose of my life.
Those who live for art? None! I was advised. Yet the passion was too much and decided to give up everything that was comfortable and I threw in the big game.
An artist is basically a clown and a buffoon. So it will be seen and judged by his people and will never recognize his value to those who knew him. Only outsiders will probably stop to watch it when it is in life. And only when it is dead for ten years someone will say they saw him escape because he may have the honor of owning one of his works. People are afraid of what they can not define. But the works of art representing at least for a time a message of life, and the work is too sensitive a soul will fly as subtle breeze of the mountains and valleys that so loved.
Since 1973 Gian Berra paintings produced in good quantity. Gian Berra has done exhibitions abroad and in Italy until tired and stews. Gian Berra has gathered people around him to make art and poetry, has organized courses in painting. The joy that was collected and represented the hours of shared creativity and see that many people can learn to see and speak with living nature in which he lives.
Now Gian Berra has begun to write: The last novel published “Wasere, the heart of a dragon” tells the secret soul of Segusino. A novel that leaves the mouth dry and soul shock.
For too long our people have been robbed of its vital energy. But what do I need to talk if that energy was never aware of?
E ‘is this the function of art: to express and make a living and perceptible to all its uncomfortable conquest.
Basically a buffoon and a clawn are always tolerated …
Gian Berra

Pride in the art of baroque Gian Berra.
Presentation by Dominique Lefebre at the show at the Galerie Romance (Paris-France) in May 2005.
I take this opportunity with enthusiasm to present this exhibition dedicated to the master Gian Berra, came to bring the colors of his Venice right here in Paris. Thanks also to M. Lambert who got me to this adventure away from his “Venetian territory.
Gian Berra has traveled a lot, told me of a previous trip to Paris in the winter of 1987. Walk around a city almost deserted on the day of Christmas in a morning full of sunshine. The first people he met greeted him with enthusiasm and made him the best wishes of Merry Christmas. They were a group of immigrants who came back from work from the kitchens of a Vietnamese restaurant. Gian Berra reminds them look tired, but rejoiced in front of their eyes that morning full of sunshine. Gian Berra has always looked at the reality behind the appearances: a core of vital energies that seek to blossom like wildflowers, eager to show himself. Very little is needed to make them blossom, and when they invade proud and vital objective reality, as if nature is to deploy its own life projects. For Gian Berra life has its own program: Livin ‘Large.
And ‘the secret dream of the Baroque, who sleeps behind every manifestation of reality.
The Baroque style is timeless is reborn in every civilization in ways that are similar. Explodes with the time it manages to steal the madness of men, and leaves its mark which is repeated through the ages. Baroque is asking to be told, not taught and has no codified rules. When you see it expands and reveals how vital force an end in itself as life. Fortunately Gian Berra had the audacity to bring both current gallery that inspired his works.
In the works of Neo Baroque Gian Berra incorporates the colors and the lightness of Tiepolo, but starts from the most humble circumstances of his people Veneto. No more mythological gods or figures of royal nobility, but he portrays the silent people of his land as if it were true nobility of nature. Baroque is that people aging out of time today. Happy to be herself in any case. I feel haunted by those landscapes that smile without prompting. Have an independent life and are therefore more real than reality.
But the surprise is the Baroque INFORMAL. An artistic take long private talk by the artist. It was something his own. Dedicated to himself, a game that her timid air would not reveal. Treasure that finally comes to light.
Monsieur Lambert was able to lead for the first time in Paris a selection of 25 works of Baroque Informal Gian Berra. An event that even the press has discovered how the real novelty of this year. Finally even the informal painting rediscovers the vital energy that reads itself. In a globalized world languages are all alike even if they celebrate themselves. But what is the language that really applies to everyone? And ‘the important message that asks only to live beyond deception. Here’s Gian Berra plays the baroque to the outside of the traditional figures. The signs are still lines that express their thoughts, their directions are ordered chaos that interprets our search time finally again, reassuring outlook. But do not demand anything more of all: the lesson of history has fallen into the mind of Western man will trust and less of written rules. From the east he is a different perspective. Perhaps Pià complex or indefinite, but is another possibility of alternative perspectives. Gian Berra interprets the times that involve us with so much energy. The chaos is only apparent, but should be tackled with courage and enthusiasm. Especially with the optimism of one who sees a future life beyond all fear. For Gian Berra life lives itself in every case with enthusiasm and colors with which he interprets the events affecting the sign and amaze the observer. Here the artist plays the vital current that emerges in every time and every thing returns to its roots.
The BAROQUE INFORMAL Gian Berra is the manifestation of these energies. Expression precious we needed. His art is vital and full of pathos natural. For this reason it has no need of explanation: it speaks to every culture and leaves satisfied. An event we have been waiting a long time, and now is reality.

Dominique Lefebre, Paris, 2005

Informal Baroque Gian Berra: Zen West?
Article by Frank Helker. Published by “New European art, Hambug-D. 2006
Among the artists who travel the Internet makes its way Gian Berra with various news and events that you can not help but notice. I personally saw some of his works at a collector of Dusseldorf. Came directly from the artist’s studio in Italy. I am surprised by the freshness and value of international level. Although she uses a term highly intriguing as informal BAROQUE is no doubt that Gian Berra has reopened a door that we thought were closed forever. Modern art is born after contact with alternative values proposed by the native peoples. The West has nurtured them and their values have collapsed in the face of naturalness. But few have understood the message deep and full of spontaneous values that we have been offered. Perhaps because they were stolen values. That’s also the informal “traditional” radiates loss and reaction to what is shown as absolute reality. E ‘Western art that interprets its impotence. But here comes Gian Berra and offers a truly new perspective, and in the apparent chaos that lurks a probability of “new” life. Choice smiling self and not at all complacent. The art of Gian Berra lives independently in her enthusiasm even without consent. But want to show. Like any natural manifestation of living knows its own power.
Baroque informally as a Western Zen who rediscovers the doubt, but also to ride it. It contains knows she needs the energy. The irony and the ability to self-deceive themselves without really believing it.
But living this moment with enthusiasm as any vital signs. I’ve never seen so daring in contemporary art. How did Gian Berra?
Has always lived in the countryside of the Veneto in Italy. He has traveled widely in Germany in the 70 and 80, but then he always came home. Gian Berra as each artist is tied to the energy received in childhood. A childhood almost pagan in the mountains of Veneto. Perhaps from that land has been the tone of primordial energy that his pictures give.
Frank Helker. Hamburg 2006

Informal Baroque Gian Berra: Revenge of the curl spiteful.
Comment by Warren Levine’s collection Welby O. London, 2007
A commentary on the paintings that Mr. Welby was brought from Paris? I did not know Gian Berra. From the name seemed a Spanish painter, but lives in Italy, near Venice. Perhaps it is this proximity that influenced him. After all its colors have something Byzantine and Baroque. Yes, it is true that the Byzantines had little baroque. But Gian Berra from the baroque a broader definition than usual. Baroque is the line of the roofs of buildings and lines of Chinese and Indian temples friezes eztechi. From this point of view Gian Berra was right: the Baroque is timeless as a manifestation of life that seeks space to express themselves. Informal Baroque Gian Berra is a challenge to look beyond definitions. As the Art Deco who plays the same themes: a baroque revisited by the enthusiasm of Western modern art to be extinguished before it is lost in the dark. But the art of Gian Berra is post-modern. Arises from a globalization without fear. It’s full of confidence in SA itself. At least that appears. I was told that in fact the artist in question is quite elusive. Perhaps his paintings are far too brave? No, I think the sincerity of its tone and its color lines offer an uncommon courage: Chaos does not make him afraid and he is convinced that no one has. Play with your content a viable hidden every human being. It makes us a great favor. Her curls are vital mischievous beyond the present moment that is indifferent and ironical. But they are real.
This is the great gift that makes us Gian Berra.
Levine Warren. London 2007

BOSTON

Solo exhibition of paintings of the artist Gian Berra
Exhibition Hall “Da Vinci”
Italian Cultural Center, Melville Road – Boston, USA

I admired the last exhibition of Italian art at the Italian Center of Culture. The artist Gian Berra was asked by the citizens committee as the sole representative of the Informal art movement active in Italy that offers a new interpretation of color truly innovative. Its content adds to the modern art an unexpected optimism base. This is a way of seeing reality radically new, with values of sincere enthusiasm and amazement.
The design is an open plan, but very intriguing real spontaneous gestures and car – ironically playing with the hues typical of the baroque style. A Baroque informal like and enchants.
Considerable public success and proposals for new exhibits are not missed.
Harry Malacart, Boston
Collection of comments and criticisms to exhibitions abroad.

TAMPA, Florida, USA.

Presentation of the exhibition “European Decorative Art, new trends”
Gallery Hamilton, Hallinson Boulevard – Tampa


Admiring the new works coming from Europe have appreciated a truly remarkable level creative phase: finally works internationally reveal the new trends of European art. In the small group of artists proposed by this artistic event, reported the Italian artist Gian Berra who lives near Venice. His “Baroque Informal” has impressed. Finally the color expresses its contents joyful and optimistic. The art of Gian Berra restates in new and creative free style and playful spontaneous vitality of those who look at life with an unexpected surprise. The painter is among the finalists chosen for further exposure in San Diego, occasion dedicated to the best talent who have exhibited this year in the U.S..
Norman Hamilton.

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